Le 5 Cascate di Cerveteri con la sorpresa finale

    L’itinerario “Le 5 Cascate di Cerveteri” è uno degli itinerari più ricchi sia dal punto di vista geologico che quello naturalistico. Una magnifica escursione in un angolo ancora selvaggio e ricco d’acqua, che ci permetterà di ammirare, tra una lussureggiante natura, ben cinque cascate, numerose cascatelle e molteplici laghetti, nascosti agli occhi della civiltà. 

    Il luogo viene chiamato anche l’Amazzonia del Lazio, non solo per la lussureggiante vegetazione e i numerosi corsi d’acqua, ma anche perché i vecchi cacciatori del posto raccontano che negli anni ’30 del secolo scorso in questi luoghi furono avvistati almeno due serpenti giganteschi simili alle anaconde. Ovviamente, si tratta di una leggenda!  

    Il territorio a nord di Cerveteri rappresenta in pieno la Tuscia romana con boschi, pascoli, campi agricoli e immancabili valloni incassati tra rupi tufacee, frutto dell’attività vulcanica dei Monti Sabatini che hanno generato il Lago di Bracciano. Il territorio è percorso da numerosi rivoli e ruscelli presenti nella zona che, con il millenario scorrere delle loro acque, hanno disegnato il terreno dando vita a numerose cascate immerse in una rigogliosa vegetazione. Il Fosso Vaccina (o Fosso della Mola) è un piccolo corso d’acqua che ha origine dai monti Sabatini, intorno al lago di Bracciano e, dopo aver costeggiato il pianoro di Cerveteri, sfocia nel mar Tirreno nel centro di Ladispoli. Nel suo percorso il fosso forma alcune spettacolari cascate.

    Quasi tutte le cascate hanno dei piccoli laghi
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    Che cos'è il mimetismo mulleriano? Lo scopriremo in escursione

    Il nostro percorso parte dalla Necropoli della Banditaccia, sito UNESCO, attestanti un’assidua frequentazione del luogo dall’epoca etrusca fino ai giorni d’oggi. Passando per la suggestiva Via degli Inferi, arriveremo prima alla Cascata dell’Ospedaletto e poi a quella più spettacolare, la Cascata della Mola (o di Castel Giuliano). Continuando il nostro percorso, proseguiremo lungo il Fosso della Mola che, dopo la confluenza, prende il nome di Torrente delle Ferriere per via delle ferriere, le cui tracce ci accompagneranno lungo questo tratto di sentiero. Nel ‘600 nelle ferriere avveniva la lavorazione del ferro estratto all’Isola d’Elba e trasportato in nave fino al porto di Ladispoli. Dal porto, a dorso di mulo, arrivava alle Ferriere, che all’epoca erano uno dei dieci forni fusori dello Stato Pontificio. Nei due fabbricati lavoravano complessivamente una trentina di persone.

    La vegetazione qui si fa più rigogliosa e fitta, e continuando con sali-scendi a seguire il corso del torrente, arriveremo alle due cascate più basse, entrambe con un bel laghetto – si tratta della Cascata Braccio di Mare e quella dell’Arenile. Dopo poco il torrente compie una curva alla confluenza con il Fosso Vaccinella. Risalendo un poco il Fosso Vaccinella troveremo una quinta cascata detta Cascata Vaccinello. Si tratta di una cascata d’acqua con un bel salto di circa 20 metri su un grosso masso che affiora dal basso. 

    Il rientro è per sentieri tra i rigogliosi boschi e macchia mediterranea, fino al punto di partenza.

    Ciao, sono Ivana

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